La chiesa parrocchiale di Castelrotto (chiesa del decanato)
La chiesa parrocchiale di Castelrotto, consacrata a S. Pietro e S. Paolo, risale all’epoca del classicismo. Il campanile o torre campanaria è separato dalla chiesa, rappresenta il simbolo di Castelrotto e fu ricostruito nel 1756 dopo l’incendio divampato nel paese nel 1753, che fra l’altro danneggiò anche il campanile gotico antico.
Il Monte Calvario
Castelrotto possiede un insieme di casupole molto unico in Alto Adige, situato sul Colle con il complesso del Monte Calvario. Un sentiero sale dal centro del paese seguendo una via di pellegrinaggio ornato da antiche cappelle, raggiungendo poi un poggio roccioso di porfido con una romantica torre. Le sette cappelle rappresentano la separazione di Gesù da sua madre, l’Orto degli Ulivi, il lavaggio delle mani e l’incoronazione con la corona di spine, il cammino con la croce e la messa sepolcrale (passeggiata piacevole di circa 20 minuti).
Il laghetto di Fiè
Il laghetto di Fiè è un vero e proprio gioiello naturale. L’acqua paludosa punteggiata da tantissime ninfee e circondata dal fitto bosco di pino silvestre, in ogni istante del giorno o della stagione rispecchia il massiccio montagnoso dello Sciliar in riquadri di un immaginabile splendore. D’estate, il laghetto si tramuta in un piccolo centro balneare molto popolare e d’inverno in una pista da pattinaggio su ghiaccio, immersa in un paesaggio da fiaba.
I Banchi delle Streghe
La formazione rocciosa sul Bullaccia, secondo gli scienziati è una disposizione naturale di colonne fatte di porfido Augit molto particolare e caratteristica. La vista dalla montagna fa pensare a una pavimentazione, mentre la veduta a valle fa figurare un posto a sedere. A parte la stranezza geologica e sicuramente anche preistorica, questo posto rappresenta un fantastico punto panoramico dotato di un’unica bellezza paesaggistica.
Museo Rurale presso il Maso Tschötscherhof a S. Oswaldo e Museo Scolastico a Tagusa
Questi testimoni di un’epoca remota riportano la vita religiosa e la dura quotidianità laboriosa dei contadini di montagna. Ingresso: offerta a favore del Fondo di Solidarietà Rurale dell’Alto Adige. Aperto giornalmente – mercoledì giorno di riposo – visita guidata a richiesta.
Maso Pflegerhof
Questo maso è situato a S. Oswaldo, lontano dal rumore e dall’inquinamento causato dal traffico. Per dare un contributo attivo al miglioramento dell’ambiente e alla salute della persona, dal 1982, qui si coltivano piante medicinali e spezie curative secondo le norme biologiche.
Il Mulino di Malenger
Il Mulino di Malenger, situato vicino all’omonimo maso a S. Vigilio, sotto il nostro Hotel, fa parte di un’antica tradizione tuttora vissuta con passione. Il mulino esiste da almeno 500 anni ed è praticamente restato immutato attraverso le bufere nell’arco di tutto questo tempo. Ancor oggi, il proprietario macina il suo grano come tante generazioni prima di lui, grano coltivato naturalmente in prima persona, come lo richiede la tradizione.
„Königswarte“ (Vedetta del Re)
La „Königswarte“ prende il nome da un punto panoramico veramente „reale“ nel bosco di Laranz, con favolosa vista in lontananza e in profondità in direzione ovest. Partendo da Siusi allo Sciliar si segue il sentiero n. 5 passando per Telfen.
Sedie delle Streghe
Le Sedie delle Streghe sopra Tiosels (Castelrotto) sono due blocchi di pietre a forma di sedie. È difficile specificare con certezza, se hanno un significato preistorico o se sono semplicemente una rappresentazione dello spirito giocoso della natura. Le Sedie delle Streghe sono raggiungibili sui sentieri 7 e 8 partendo da Castelrotto e passando per Tiosels.
Museo Archeologico dell’Alto Adige – „Ötzi“, l’uomo venuto dal ghiaccio
Il Museo Archeologico dell’Alto Adige si trova nella città vecchia di Bolzano e documenta l’intera storia della provincia, dall’era Paleolitica fino all’epoca Carolingia. Il fatto di ospitare l’uomo venuto dal ghiaccio “Ötzi”e i suoi utensili originali, fa si che il museo è diventato un punto culturale di fama mondiale.
Orario d’apertura: dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 – 18.00, giovedì dalle ore 10.00 – 20.00.
Il Castel Hauenstein, situato sotto le pareti rocciose dell’imponente Santner, fu costruito nel 12. secolo dai Signori di Hauenstein. Il famoso menestrello Oswald von Wolkenstein fu uno dei suoi proprietari. Il castello fu ampliato dal 15. al 16. secolo e rinnovato negli anni 1976-1977 in occasione della 600esima festa d’anniversario di Oswald von Wolkenstein. La rovina del Castel Hauenstein è raggiungibile da Siusi allo Sciliar seguendo il sentiero n. 8.
La rovina del Castel Salegg si trova vicino alla rovina Hauenstein nel bosco di Hauenstein. Dell’antico castello oggi s’intravede soltanto qualche rimanenza di muri ancorati in una radura nel bosco. Da Siusi allo Sciliar, la rovina di Castel Salegg è raggiungibile seguendo il sentiero n. 3 b.